martedì 25 gennaio 2011

Val Sangonetto ( I sentieri dei Partigiani)



Vallone del Sangonetto sullo sfondo il Monte Pian Reale


Sabato 22 gennaio 2011

Uno degli aspetti curiosi del mio modo di fare escursionismo è lo scarso utilizzo di cartografia di cui dispongo e tantomeno le informazioni che posso acquisire da internet. Mi lascio spesso guidare dall’ispirazione ,salgo sulla collina di Rivoli,osservo le condizioni meteo e poi improvviso. Posso affermare che quasi tutte le escursioni in Val Sangone (circa 30) sono state affrontate seguendo questo metodo;per cui spesso devo ripeterle per focalizzare meglio la situazione geografica del sito e le vicende che lo riguardano,e solo in questa circostanza faccio utilizzo delle cartine dell’IGC Oggi è il turno della Val Sangonetto già frequentata in tre occasioni in condizioni climatiche non ottimali. Quest’ampia valle di origine glaciale si trova a 35 km circa dal mio comune di residenza ed è situata tra la Val Susa a nord-est e il Vallone del Ricciavré a nord-ovest. Oltre all’aspetto escursionistico questo sito offre pure l’opportunità di un trekking culturale,attraverso “Il sentiero Geologico” e i “Sentieri dei Partigiani” facenti parte del vasto progetto realizzato in collaborazione con la non lontana Francia dell’ Ecomuseo della Resistenza” a cui hanno aderito molteplici vallate alpine,anche oltre frontiera.Ritengo probabile vista la corposità degli argomenti che possa suddividere l’escursione odierna a seconda delle tematiche,quella di oggi riguarderà  “I Sentieri Partigiani”.Per non smentirmi neppure oggi. appena entrato nell’Indiritto (il sito a valle del V.del Sangonetto) vedo una borgata mai visitata La Rocca (ore 9,15) e di qui decido di iniziare parte dei “Sentieri dei Partigiani”.Non poteva mancare ovviamente la Cappella dedicata alla Madonna situata su un cucuzzolo a sud della borgata, poi attraversando le baite fatiscenti noto un bellissimo dipinto del 1866 dedicato a S.Michele ;proseguendo verso sud ovest seguono a distanza di 15 minuti circa le Borgate, Aletti, Canalera, Mamel, Tiras e Sordini.


Borgata Dogheria








Borgata Mamel




Singolare il fatto che lo stesso dipinto presente in La Rocca sia pure presente in Mamel e Sordini. stesso pittore stesso commendatario. Seguendo lo sterrato con poca neve vorrei proseguire sul versante nord della Costa del Pagliaio ,ma l’attraversamento del Sangonetto si presenta problematico per mia figlia che mi accompagna,per cui mi sposto verso Borgata Sordini a sud per seguire una traccia pastorale che costeggia il Sangonetto. Intorno alle 13,00  sparita  la traccia di sentiero ci vediamo costretti a risalire un ripido pendio verso Case Sisi sul sentiero GTA proveniente da Borgata Tonda. Poi proseguiamo verso Pian Goraj e giunto al bivio col sentiero che porta a Pian dell’Orso faccio l’errore di seguire il segnavia per Alpe Palè con esposizione Nord,neve durissima e scivolosa e qui passo un brutto quarto d’ora in quanto mia figlia ha un attimo di panico. Col l’aiuto dei rami della faggeta mi traggo d’impiccio e sbuco su Pian Goraj  a quota 1500 metri circa con pochissima neve ma dove sono presenti due cappelle votive e un curioso abbeveratoio scolpito nel legno.;di qui il sentiero prosegue per Alpe Giaveno inferiore e Superiore nei pressi della quale c’è il piccolo Lago Blu a 2000 mt circa di altezza  Vediamo la situazione geografica intorno a noi guardando nel virtuale senso di marcia,leggermente spostato verso la nostra sinistra la vetta più alta il Monte Pian Reale,a scendere verso valle la Rocca Rossa, i Picchi del Pagliaio.la Costa del Pagliaio fino ad arrivare al colletto del  Ciargiour. Sulla nostra destra scendendo a valle dal Monte Pian Reale il Colle delle Vallette,il Monte Costabruna,il Monte Muretto,il Colle Salancietta,Il Monte Salancia,il Piano dell’Orso (con la bellissima Chiesetta Madonna delle Nevi)a scendere fino al Roc du Preve e il Colle Bione. Circa la vegetazione prevalgono le faggete e betulle sul versante sud, mentre sulle pendici opposte dei Picchi del Pagliaio ampia forestazione di Pino,Larici,Pino Silvetre e Pino Mugo in particola modo sulla Costa del Pagliaio. Foto come da rituale e poi ritorno attraverso il sentiero GTA che passa da Case Sisi, Fontana Sisi e Borgata Dogheria  per raggiungere Borgata Tonda,sottolineo la quasi assenza di neve,e laddove è presente trattasi di ghiaccio durissimo e pericoloso in quanto spesso coperto da fogliame dei Faggi. Qui siamo su una strada asfaltata che passa attraverso Rosseria ,sfiorando Sartorera e Case Marun per arrivare nuovamente a Borgata La Rocca da cui siamo partiti. Circa sette ore di escursione fortunatamente con tempo meraviglioso.





Un po’ di storia


Vallone del Sangonetto (percorso n.2)


Alcune località le ho volutamente evidenziate in grassetto blu scuro,in quanto trattasi di siti dove operava la cosi detta  Banda dei Geni di Eugenio Fassino il papà dell’on. Piero Fassino. Eugenio è nato infatti nel vicinissimo comune di Avigliana ;poi siccome Eugenio in dialetto piemontese è “Genio” ecco perché la sua banda venne chiamata in un primo tempo la Banda dei Geni e solo più tardi Brigata Carlo Carli.Bisogna sottolineare che le vicende belliche contribuirono molto a modificare le situazioni sul campo per cui Fassino in un prima fase operava sul sito Moncalarda Verna (con la Banda Nino Carlo) confinante con la Val Chisola e solo dalla primavera del 1944 in poi stabilì il suo quartier generale tra Borgata Mamel e, Dogheria mentre  nelle emergenze si spostava  in prossimità del Lago Blu oltre Alpe Giaveno Superiore  alle pendici del Monte Pian Reale


Il comandante Eugenio Fassino 

I compiti strategici del comandante Fassino erano di controllare lo spartiacque con la Val Susa situata a Nord Est. Nell’Aprile del 1945 a pochi giorni dalla fine della guerra Fassino fu catturato e portato al Martinetto di Torino per essere fucilato;il comandante tedesco conscio che la guerra era ormai terminata lasciò volutamente aperto il camion cellulare in tal modo  prigionieri fuggirono tutti. Circa la stesura storica mi scuso per qualche eventuale piccolo errore  qual’ora ci fosse, ma non trattandosi di un copia e incolla è possibile .Posso affermare  con orgoglio che tutti “I sentieri dei Partigiani” della Val Sangone (4 circuiti) li ho percorsi tutti,e talvolta pure due volte per cui ho toccato con mano e immaginato il disagio .la fatica e le sofferenze che hanno provato coloro che hanno lottato per la nostra libertà e a cui ho voluto rendere un tributo con questo mio semplice post.


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